Joykos: 2 fratelli rivoluzionano l’ecommerce (e tagliano i costi per le imprese)

Joyce e Alekos Scognamiglio, fondatori di Joykos

«I negozi ‘fisici’ non moriranno mai, ma devono cambiare, incentrando tutto sull’experience, sull’emozione. Con Joykos vogliamo cavalcare questo cambiamento e coniugare online e offline, offrendo a piccoli commercianti e grandi aziende uno strumento per affrontare le sfide del commercio digitale». Ha le idee chiarissime, Joyce Scognamiglio, fondatore insieme al fratello Alekos di Joykos, piattaforma web destinata a commercianti e acquirenti che coniuga i vantaggi della vendita online e offline, minimizzando i costi per le imprese.

Ha 24 anni Joyce, giovanissimo (almeno se pensiamo alla realtà italiana e campana). Ma chi lo ascolta parlare del suo progetto, capisce subito che non è un novellino. Snocciola dati, numeri, prospettive di sviluppo come un manager d’azienda navigato. E sa bene dove vuole arrivare.

L’abbiamo raggiunto per farci raccontare la storia di Joykos e il coinvolgimento della startup nel percorso di We Start.

Un’impresa nata in famiglia

Joyce e Alekos diventano imprenditori in famiglia. Nel 1994, il padre lancia la NADIR Software, azienda che si occupa di programmi gestionali per la contabilità semplificata. I loro clienti sono piccoli negozi, commercianti, aziende che hanno bisogno di aiuto per gestire i conti ed emettere fatture.

«Sin da piccoli abbiamo vissuto in prima persona il mondo del commercio, delle imprese. Allo stesso tempo, però, siamo cresciuti con la più grande rivoluzione dei nostri tempi: la nascita di Internet», racconta Joyce.

Grazie all’attività del padre entrano quindi dalla porta principale del mondo dell’imprenditoria. Imparano, anche e soprattutto, l’attitudine necessaria per avere a che fare con i clienti e i primi rudimenti di programmazione, che poi svilupperanno nel corso degli anni.

«La prima volta che ci siamo cimentati in un nuovo prodotto, in proprio, abbiamo messo a punto un software che coniugava il gestionale di nostro padre con il classico e-commerce. Abbiamo fatto una trentina di installazioni, tra i clienti che già conoscevamo, lavorandoci per quasi 9 mesi».

Poi l’illuminazione: i due fratelli immaginano di sfruttare questo primo database di clienti per creare una piattaforma web innovativa, dove ciascuno dei negozianti può beneficiare della visibilità dell’altro.

Joykos: e-commerce, social, marketing tool tutto in uno

«Quando abbiamo avuto l’idea abbiamo subito cominciato a lavorare alla versione Beta, insieme a due sviluppatori senior. Ci siamo buttati anima e corpo nel progetto: mio fratello ha mollato l’università, facoltà di Economia, a 3 esami dalla laurea per dedicarsi a Joykos. Dopo due anni di sviluppo della Beta, e aver raccolto i feedback dei nostri tester, siamo partiti a gennaio di quest’anno con la piattaforma definitiva». Joykos è una piattaforma web che mette in contatto consumatori e aziende.

Funziona così: un negozio, un’azienda possono affittare sull’app il proprio spazio, come se fosse un vero e proprio negozio online. Attraverso una piattaforma intuitiva e semplice da usare – per cui viene meno la necessità di avere sviluppatori o grafici interni all’azienda – caricano i propri prodotti nella loro vetrina virtuale, indicando le quantità disponibili in negozio.

Rispetto al marketplace tradizionale, però, i negozi sono più chiaramente brandizzati e non si perdono nel mare magnum di prodotti offerti (come succede su eBay e Amazon). Allo stesso modo, non ci sono commissioni sulle singole transazioni: le aziende che sottoscrivono il servizio pagano una quota fissa di 199€ + IVA, annualmente. E sono completamente libere di gestire il proprio spazio in autonomia:

«I consumatori che usano Joykos non sono nostri, sono del singolo negoziante: ecco perché non chiediamo commissioni, né imponiamo il nostro contratto di vendita. Noi fittiamo loro uno spazio online e offriamo una serie di servizi gestionali», spiega Joyce.

Il negozio che usa la piattaforma può gestire ordini sia in B2B che in B2C, all’ingrosso e al dettaglio. Può essere adottato da negozi in tutte le categorie merceologiche, compresa quella del fresco. E l’app si trasforma anche in uno strumento di marketing: «Le attività commerciali possono inviare in tempo reale notifiche direttamente sugli smartphone dei propri clienti: offerte, sconti speciali, comunicazioni».

Infine, in Joykos sono integrate anche le funzionalità di un social network: i consumatori possono raccomandare ad amici e familiari determinati negozi o prodotti che hanno acquistato, seguire i brand che preferiscono, entrare in contatto con i commercianti attraverso una chat in real time.

«In questo modo, i negozianti possono sfruttare il più potente strumento di marketing mai esistito nella storia: il passaparola».

Ad oggi, il network di Joykos raccoglie già 400 negozi, 1,350 persone si sono iscritte come consumatori e nelle varie vetrine troviamo 50mila annunci di beni e servizi.

La digitalizzazione delle imprese: un percorso a ostacoli

Partono da una considerazione, i fratelli Scognamiglio. «Quando abbiamo cominciato a lavorare su Joykos, due anni fa, solo il 7% delle aziende italiane vendeva online: c’erano grossi spazi per la digitalizzazione delle imprese, soprattutto di quelle piccole». Lanciano quindi il loro servizio per facilitare la transizione.

«Vogliamo aiutare i piccoli commercianti a livello locale a vedere Internet come un’opportunità, non come una minaccia. Se riusciamo a dare un plusvalore alle PMI italiane, l’ossatura dell’economia italiana, possiamo dare impulso all’economia del Paese».

Ma attenzione: l’idea non è, ‘banalmente’, di portare i piccoli commercianti a vendere sul web. Piuttosto, l’intuizione è quella di unire i vantaggi dell’offline e del web in un unico servizio:

«Attraverso il sistema del click and collect, i consumatori possono ritirare il proprio prodotto direttamente nel negozio fisico, dopo averlo ordinato. Oppure possono scegliere di farselo spedire. Identica cosa per il pagamento: è possibile utilizzare PayPal o pagare in contanti».

L’incontro con We Start

Qualche mese fa, l’incontro con Vincenzo Scognamiglio, co-founder di We Start. Ed è una nuova svolta per i creatori di Joykos.

«Fino a quel momento ci eravamo concentrati soprattutto sullo sviluppo della piattaforma, sul nostro know-how. Grazie a We Start siamo riusciti a entrare in contatto con il più vasto ecosistema delle startup campane, ma non solo».

Creano relazioni, fanno conoscere il proprio progetto, imparano dalle esperienze degli altri. Ma soprattutto crescono professionalmente, grazie all’affiancamento dei loro tutor:

«Siamo in contatto con i professionisti che ci seguono, appena possibile ci incontriamo di persona. E proviamo a ‘rubare’ il più possibile dalla loro esperienza, dalle loro capacità. Elena Barone è stata un formidabile aiuto per noi, nell’area marketing. Così come è stato indispensabile il know-how che ci ha trasmesso Francesco Castellano, il nostro tutor senior. Durante il percorso con We Start sono già nate collaborazioni interessanti e puntiamo a chiudere partnership di livello».

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Obiettivi ambiziosi

Alla fine del percorso in We Start Joyce e Alekos vogliono raggiungere due obiettivi principali: la creazione di un business plan strutturato, un ‘biglietto da visita’ fondamentale per accedere a un finanziamento e continuare a crescere. Il secondo obiettivo è di validare il progetto, incrementando le KPI del 20%.

​Ma l’ambizione dei fratelli è grande e sanno esattamente che direzione prenderà il mercato e dove vogliono arrivare.

«Ciò che abbiamo realizzato finora è frutto del sangue, del sudore e dei sacrifici che abbiamo fatto negli ultimi 3 anni. Il nostro più grande sogno è di realizzare pienamente tutto ciò che abbiamo in mente, sviluppando Joykos nella direzione che vogliamo».

I prossimi sviluppi previsti? La geolocalizzazione, innanzitutto, con offerte personalizzate da parte dei negozi, in base alla posizione fisica del cliente. Secondo obiettivo: sfruttare le potenzialità dei big data. Le informazioni sui target di riferimento delle diverse categorie merceologiche e i dati sulle abitudini di acquisto dei consumatori, possono diventare uno strumento di advertising molto forte.

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