2nd We Start Challenge – Final Meetup: ecco i vincitori della competition

I Vincitori del We Start Challenge 2

Il percorso del Secondo We Start Challenge si è chiuso, oggi, con un Final Meetup partecipato, denso di stimoli e di emozioni, con lo stesso spirito con cui era partito, quel 18 febbraio nell’Aula magna dell’iOS Developer Academy. Le 6 startup finaliste del percorso hanno esposto il loro pitch nella Room A del Centro Congressi Federico II di Napoli. I team hanno mostrato anche l’evoluzione, la crescita registrata negli ultimi 3 mesi. Le loro idee d’impresa, intervallate dagli interventi di relatori di eccezione, hanno accompagnato gli intervenuti durante il percorso verso il momento finale, il più atteso: l’assegnazione dei premi, l’annuncio del team vincitore della competition.

​A guidarci nel percorso di questo Final Meetup, Antonio Ricciardi, co-fondatore di We Start, vicepresidente dell’associazione Impact, e Ylenia Gramegna referente del Rotaract Zona Partenopea per la seconda edizione del Challenge.
Si parte con i ringraziamenti di rito di Alessio Formicola, presidente del Rotaract Napoli Sud Ovest, a tutti i partner e i sostenitori che hanno reso possibile l’evento. Tra loro, il Rotary Napoli Sud Ovest, rappresentato oggi dal presidente Giovanni Esposito, che ha ricordato la storia di Paul Harris, fondatore del club e di come fin dalle origini abbia impresso un’anima fortemente sociale al progetto.

È stato poi il turno di Mariangela Contursi, direttore generale di Campania NewSteel, primo incubatore certificato d’Italia, che ha sede nel polo museale di Città della Scienza. Contursi ha annunciato un’interessante novità: la creazione di due percorsi di accelerazione, il primo dedicato ai dottorandi della Scuola Politecnica della Federico II, la seconda per tutti coloro che hanno idee nell’ambito dell’Industry 4.0.

Gramegna ha poi ricordato il percorso di We Start dal 18 febbraio a oggi: 8 team finalisti (poi passati a sei), sono stati seguiti da 32 tutor che hanno apportato esperienza e professionalità al percorso. In tutto, ricorda, sono stati più di 50 i professionisti coinvolti, per più di 100 ore di tutoring (completamente gratuite per i partecipanti).

Le 6 startup finaliste del secondo We Start Challenge

In questi 3 mesi di percorso, abbiamo conosciuto da vicino le idee, la passione e i team delle startup finaliste. Istruiti da tutor e formatori su come confezionare un pitch a regola d’arte, si sono alternati sul palco per raccontare la loro idea d’impresa, il percorso compiuto finora, le prospettive future e il loro potenziale posizionamento sul mercato.

Comincia Joyce Scognamiglio, fondatore insieme al fratello Alekos, di Joykos, applicazione per l’e-commerce ‘offline’, che assomma funzionalità di social networking, market place e commercio elettronico, destinata ai piccoli commercianti di quartiere. «Abbiamo ad oggi, 1.600 utenti registrati, 300 negozi e 220 ordini raccolti in due mesi di attività», ha spiegato.

Poi è stato il turno di Ethica Mechatronics, che ha creato il progetto HandShake, protesi robotizzata, stampata in 3D, customizzabile in base alle esigenze del paziente e low cost. «A fronte di un costo medio di circa 15/20mila euro per una protesi – spesso fissa – la nostra soluzione sarà proposta all’utente finale per 950€», ha spiegato Giovanni Raiano, uno dei fondatori.

A lui è seguito Aristide Giuliano di Sense Square, in collegamento via Skype. L’idea della startup nata nell’ateneo salernitano, è di mettere in rete una serie di sensori per il monitoraggio dell’aria, con un costo più basso rispetto alle soluzioni attualmente presenti sul mercato e con una maggiore capillarità.

«Stiamo provando a immaginare un sistema che monitori la qualità dell’atmosfera nelle zone agricole della nostra regione: dopo il disastro della Terra dei Fuochi, la nostra potrebbe essere una soluzione», ha spiegato.

Dopo l’intervento di Giovanna Roversi, è stata la volta delle ultime 3 finaliste.

Ha aperto la seconda sessione di pitch Beniamino Izzo di 3DRap: 4 studenti di ingegneria avellinesi creano pezzi meccanici personalizzati e prototipi grazie alla stampante 3D, in materiale quasi completamente biodegradabile.

«Nei mesi tra novembre 2016 e marzo 2017, abbiamo quadruplicato la nostra capacità produttiva, abbiamo aumentato del 60% le vendite, con un fatturato che si attesta già a 40mila euro: vogliamo continuare a investire per perfezionare i nostri strumenti e ampliare il parco macchine», ha spiegato Beniamino.

È stata poi la volta di Bionæt che con Simona Giacobbe ha raccontato l’idea di una tecnologia di estrazione sviluppata nel Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università Federico II, attraverso cui ricavare vitamine, oli essenziali e altre sostanze dalle bucce, un sotto-prodotto dell’industria alimentare.

L’idea della startup è di offrire consulenza alle aziende nel settore, interessate al processo innovativo, e di proporre loro una serie di formulazioni, di cui Bionæt detiene la proprietà, per arrivare al prodotto finito: bevande alcoliche e non alcoliche, al 100% naturali. «Ogni anno, 2,5 milioni di tonnellate di bucce e residui vengono scartati, eppure sono ricchi di vitamine, antiossidanti e oli essenziali molto preziosi: noi vogliamo intervenire per recuperare questa ricchezza».

Conclude Michela Palmieri con UnaNapoliAlGiorno.

Partita da Napoli per cercare lavoro e fortuna altrove, Michela vi fa ritorno dopo qualche anno e trova una città rinata: dove c’era rassegnazione, ora fioriscono attività culturali, nuovi percorsi turistici dal basso ed esperienze di innovazione sociale. Per mettere in rete tutte queste iniziative, Michela decide di creare la sua startup, che offre pacchetti turistici esperienziali ai turisti. «Ogni giorno, facendo interviste ed entrando in relazione con le nuove realtà, ho scoperto una Napoli diversa: una (nuova) Napoli al giorno! Voglio provare a trasmettere l’esperienza anche ai turisti, sempre più numerosi, che arrivano in città».

La Giuria del secondo We Start Challenge

Una giuria d’eccezione, ha ascoltato e valutato i team finalisti di questo secondo We Start Challenge:

  • Benvolio Panzarella, già Country Manager per Just Eat, è oggi Advisor e Investor. Fa parte dell’associazione di Business Angel, Angels 4 Innovation;
  • Giovanna Roversi referente Microsoft Italia per l’area DX, Developer Experience;
  • Pietro Nardi, imprenditore, fondatore di YOUng, è tra i co-fondatori di 012Factory;
  • Mariangela Contursi: responsabile operativo del Business Innovation Centre di Città della Scienza, è direttore di Campania NewSteel, primo incubatore certificato d’Italia;
  • Amedeo Giurazza, fondatore e Amministratore Delegato del fondo di Venture Capital Vertis Sgr, uno dei fondi di investimenti più importanti della Campania e di tutto il sud Italia;
  • Vittorio Ciotola, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) dell’Unione Industriali di Napoli;
  • Giovanni Esposito, presidente del Rotary Napoli Sud Ovest
  • Salvatore Marino, responsabile per TIM della divisione “Sales Business – It-Channel SUD”
  • Jara Scialoja, Investment Manager per il fondo Geodetica Italian Stars di Olympia Wealth Management, specializzato in food e arredamento, nell’ottica dell’Impact Investing
  • Mauro Andriotto, fondatore di Andriotto Financial Services, è invece independent expert, valutatore esterno dei progetti europei
  • Alessandro Ciotola, fondatore e CEO di Startup Europa, società di consulenza specializzata nel mondo della finanza agevolata per le startup
  • Raffaele Castagna, Managing Director per Accenture Italia
  • Andreina Romano, co-founder di Heroes Meet in Maratea

Gli speech

A intervallare le due pitch session, sono intervenuti ospiti e partner di eccezione. Il primo intervento è stato di Giovanna Roversi, responsabile Developer Experience per Microsoft Italia. DX è la divisione della Corporation che si occupa dell’ecosistema delle startup e offre servizi IT e consulenza alle neo-imprese attraverso programmi come BizSpark, BizSpark Plus e opportunità di matching tra startup e aziende già consolidate.

​«Con i nostri programmi, proviamo a stimolare un ecosistema, come quello italiano, non ancora del tutto formato. Un ecosistema che ha bisogno di aiuto e speranza, che noi, come tanti altri, proviamo a offrire», ha spiegato.

È stata la volta poi di Vittorio Ciotola, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli. «Un’iniziativa come We Start dimostra, ancora una volta, che Napoli e la Campania vogliono fare impresa, che i giovani vogliono fare impresa. Ricordiamo che nella nostra Regione e in questa Provincia siamo al secondo posto per numero di aziende guidate da under 35. Come Giovani Imprenditori, vogliamo lavorare per stimolare la nascita di nuove realtà, ma soprattutto accompagnare le startup in un percorso di stabilizzazione sul lungo periodo», ha dichiarato Ciotola.

​Conclude il parterre degli ospiti di eccezione, Marco Valerio Izzo, Financial Manager & Investor Relator di Buzzoole, azienda napoletana specializzata nell’Influencer Marketing, oggi diffusa in tutto il mondo. Izzo ha raccontato la nascita e lo sviluppo della startup, fiore all’occhiello dell’imprenditoria innovativa in Campania, che ha di recente chiuso un round di finanziamento con un Venture Capital russo: «Oggi più della metà dei nostri 450 clienti sono in Italia, il 20% in Uk. Stiamo lavorando per espanderci, soprattutto in Russia, ma non solo. Il nostro network può oggi contare su 200mila influencer in tutto il mondo».

I reward del secondo We Start Challenge

È il momento più atteso, gli startupper attendono il responso dei giudici sulla startup vincitrice di questo secondo Challenge. Prima però è il momento di conoscere i reward assegnati ai diversi team dai partner di We Start.

  • A Ethica Mechatronics, che propone il progetto HandShake, 012Factory conferisce l’opportunità di partecipare grtauitamente all’Academy per imprenditori che parte oggi, per un valore di 20mila euro;
  • A Bionæt e 3DRap viene offerta la possibilità di entrare nel percorso di incubazione, servizi di orientamento, tutoraggio e coaching offerto da Campania NewSteel, con postazioni dedicate per un periodo di tre mesi;
  • SenseSquare viene invece accolta nel programma di Microsoft dedicato alle startup nel settore ITC, BizSpark, con servizi e mentoring gratuiti;
  • Joykos entrerà a fare parte della community di TIM Open e sarà proposta sul Digital Store dell’azienda: a disposizione del team, anche una rete vendita di più di 2mila persone che proporranno l’app anche ‘offline’;
  • Bionæt si aggiudica i 3 premi successivi: la possibilità di partecipare a uno degli eventi mensili di pitching, a Milano, presso l’associazione di Business Angels, Angels for Innovation; l’opportunità di una sessione one-to-one con il board del fondo Geodetica Italian Stars di Olympia Wealth Management; l’accesso gratuito al percorso di consulenza offerta da Andriotto Financial Service per partecipare alle call europee dello SME Instrument;
  • Si aggiudica invece gli ultimi due reward il team di Sense Square: il percorso di affiancamento offerto da Startup Europa per l’accesso a programmi di finanza agevolata e la possibilità di partecipare gratuitamente alla business competition di Heroes Meet Maratea, che si terrà nella città lucana dal 21 al 23 settembre prossimi.

Terminata l’assegnazione dei reward, è arrivato il momento di conoscere il podio di questa seconda edizione del We Start Challenge. Seguendo una serie di parametri, tra cui l’Impatto Sociale dell’idea imprenditoriale, i giurati hanno assegnato un punteggio globale alle 6 startup finaliste. Alessio Formicola ha annunciato quindi il podio. Al terzo posto, la fabbrica 4.0 dei 4 ingegneri avellinesi di 3DRap. Al secondo posto, la rete per il monitoraggio della qualità dell’aria, Sense Square. E infine, dopo i 4 reward assegnati, Bionæt si è aggiudicata anche la vittoria finale del Challenge.

Walt Disney e un percorso che (non) si chiude oggi

Dopo l’annuncio del vincitore e l’assegnazione dei reward alle startup finaliste, prende la parola Antonio Ricciardi. E lo fa per raccontare la storia di Walt Disney. Oggi lo conosciamo tutti, ma i suoi inizi non sono esaltanti: perde il suo primo lavoro come vignettista perché giudicato ‘poco creativo’. E quando va in cerca di finanziatori per creare Disney World viene rifiutato 302 volte.
Eppure, con perseveranza, riesce nell’intento e dirà, negli anni a seguire:

Tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli”.

Una citazione che suona come la degna conclusione di un percorso, ma che apre la porta a nuovi orizzonti. Perché no, We Start non è finito qui, non è finito oggi. E soprattutto continua, con passione, la storia di tutti i team finalisti.

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