“Hai un’idea d’impresa? Ti aiutiamo a realizzarla”: Ylenia Gramegna presenta la terza edizione di We Start Challenge

Ylenia Gramegna - We Start

Partire per cercare l’opportunità che ti cambia la vita. È la scelta di tanti (e non è detto che sia dolorosa). C’è chi va via, però, ma ha ancora nel cuore la voglia di cambiare quello che si è lasciato alle spalle; quel territorio che, magari per scarsa convinzione nei propri mezzi, non riesce a offrire opportunità all’altezza delle competenze che genera.

Nascono da qui molte delle storie dei fondatori di We Start: chi ha studiato, chi lavora “fuori”, al nord o all’estero, ha ancora voglia di portare quanto ha imparato, nella propria città, nella propria regione. È questa la storia anche di Ylenia Gramegna che di We Start è oggi parte integrante.

L’abbiamo incontrata per farci raccontare come si è lasciata coinvolgere nel progetto, ma soprattutto per ricordarvi che la terza edizione del We Start Challenge è aperta (potete iscrivervi qui: http://www.westartitaly.com/registrati/). Ylenia ci racconterà tutte le novità e le aspettative della nuova call.

Da Napoli a Milano e l’incontro con We Start

Ha 29 anni, Ylenia. È nata a Napoli e come tanti brillanti studenti meridionali, ha portato altrove le sue competenze: completa al Politecnico di Milano gli studi in Ingegneria Gestionale cominciati alla Federico II. Proprio a Milano comincia la sua attività professionale nell’ambito della consulenza strategica: due anni in Accenture, prima; oggi è in Bain & Company, con cui lavora da tre anni.

Il percorso di studi e professionale milanesi cambiano profondamente le sue prospettive:

«Cambiare città e università mi ha cambiato la vita, soprattutto dal punto di vista professionale. Qui le dinamiche sono molto diverse: già a partire dall’ambito accademico le attività sono orientate alla professione, al lavoro. Cosa che non accade da noi o succede solo in parte».

La soddisfazione professionale, però, non fa accantonare del tutto l’interesse per il proprio territorio:

«Restava in me, forte, il desiderio di fare qualcosa per la città dove sono nata e cresciuta. Ero andata via, sì, ma non ho dimenticato Napoli».

L’occasione arriva, come spesso accade, con un incontro. Ylenia conosce Antonio Ricciardi e Cosimo Calcagno, i due ideatori di We Start, e resta affascinata dall’iniziativa che sostiene dal primo momento attraverso il supporto del Rotaract, associazione per la quale è referente del progetto. Nella prima edizione sceglie di contribuire “on the field” dando sostegno diretto a una delle startup partecipanti al Challenge:

«Sono stata invitata come tutor per MyAnalysis, startup che lavora sulla digitalizzazione e distribuzione delle analisi cliniche. Ho seguito fin dall’inizio la formazione del team: mi sono sentita io stessa parte integrante della squadra. È stata quindi per me un’esperienza intensa e coinvolgente».

Dalla seconda edizione, entra a pieno titolo nella squadra di We Start:

«Oggi sono fiera di far parte di questo team. Credo che nella seconda edizione abbiamo fatto passi in avanti importanti. E si vede dalla qualità delle startup che abbiamo coinvolto nel percorso di accelerazione: oggi Joykos collabora con TIM, con la sua piattaforma e-commerce valida e innovativa, SenseSquare lavora in partnership con Terna, 3Drap ha brevettato il tappo della Ceres e avviato produzioni destinate al mercato internazionale nell’ambito del gaming. Vista la soddisfazione e l’entusiasmo che abbiamo raccolto finora, non ci sono stati dubbi per me: per questa terza edizione non potevo non continuare a sostenere il progetto».

L’impatto sociale nel DNA

We Start, lo ricordiamo, è un percorso di accelerazione per startup innovative a impatto sociale. Oltre ad avere una sostenibilità economica e finanziaria, quindi, le aziende di questo tipo hanno importanti ricadute sui territori di appartenenza, in termini di inclusione delle fasce deboli della popolazione, protezione ambientale, benessere condiviso.

Un’inclinazione che è anche nel DNA stesso degli organizzatori di We Start:

«Anche la nostra mission, se ci pensi, ha un forte impatto sociale. Il percorso di We Start è completamente no profit: non ci sono fee di accesso e noi non traiamo vantaggi economici dalle startup che acceleriamo. Abbiamo adottato la formula “Zero Costi, Zero Equity”. Avere una ricaduta sociale sul nostro territorio è quindi il vero leitmotiv del nostro gruppo di lavoro».

In particolare per un territorio come quello campano è fondamentale il moltiplicarsi di questo tipo di iniziative, proprio per ridare vigore a quel tessuto economico e sociale così piegato dalla crisi:

«In Campania abbiamo una grande ricchezza: la competenza tecnica. Esiste un know-how distintivo e unico tra i nostri professionisti. A mancare, però, è la componente business, la capacità cioè di trasformare idee e competenze in aziende che funzionano. Oltre a questo, manca l’humus, il contesto che fa crescere le imprese. Questo perché il tessuto sociale è oggi statico, sofferente e mancano come l’aria gli investimenti».

In questo, anche We Start può giocare un ruolo:

«Nel nostro piccolo, è questa la nostra mission: creare condizioni favorevoli. Anche per questo negli ultimi mesi ci siamo aperti a collaborazioni, partnership, relazioni con altre realtà importanti del territorio. Siamo una parte, piccola ma dinamica, di un ecosistema in crescita».

Challenge We Start: arriva la terza edizione

Da qualche giorno è aperta la fase 1 della call for ideas per la terza edizione del We Start Challenge: c’è tempo fino al 31 marzo per iscriversi e proporre la propria idea.

Per maggiori informazioni, visita la sezione dedicata sul nostro sito: http://www.westartitaly.com/we-start-challenge-iii/

Abbiamo chiesto a Ylenia cosa possiamo aspettarci dalla nuova edizione e quali saranno le novità:

«Dopo l’ottimo risultato dello scorso anno, ci aspettiamo sicuramente di individuare team più strutturati con cui lavorare. Anche perché abbiamo fatto un lavoro di networking importante nell’ambito dell’ecosistema dell’innovazione, non solo a livello locale: questo darà più visibilità al nostro progetto, certo, ma anche alle startup che parteciperanno al percorso di accelerazione».

Sul fronte novità, c’è sicuramente il respiro internazionale: se fino all’anno scorso i partner di We Start operavano in Campania e a livello nazionale, oggi le opportunità si estendono anche all’estero:

«La novità di quest’anno è che abbiamo stretto una partnership con un’interessante realtà londinese, TechItalia:Lab London, che offrirà a una delle startup in competizione un percorso di incubazione nella capitale britannica».

Anche sul fronte del percorso di accelerazione per le startup, si vedranno delle novità importanti:

«Rispetto alle precedenti edizioni, proveremo a lavorare di più sull’interazione tra le startup, creando dei tavoli di lavoro a cui potranno accedere tutti i team. Sul fronte della formazione, lavoreremo più approfonditamente sul lato pitching, asset fondamentale nella fase di ricerca di investitori».

Un invito

Concludiamo la bella chiacchierata con Ylenia con un invito, rivolto a chi ha un’idea di business e sta pensando di renderla concreta o ha già creato una startup ma non sa come farla crescere:

«Non abbiate timore ed esponetevi quanto più possibile: diffondete la vostra startup su tutti i canali che conoscete. In We Start e nel nostro network, troverete persone pronte a darvi una mano: dal punto di vista manageriale, nella formazione e nello sviluppo anche commerciale della vostra vision».

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