We Start Challenge 3: svelate le startup selezionate

Si parte. Ieri pomeriggio è stata ufficialmente inaugurata la terza edizione di We Start Challenge, percorso di accelerazione per startup a impatto sociale. La Opening Ceremony è andata in scena nella sala Berners-Lee della Mostra d’Oltremare di Napoli, nell’ambito di Innovation Village, evento cardine per l’innovazione e le nuove tecnologie in Campania e non solo.

Durante l’evento, presentate le 9 startup selezionate da We Start per partecipare al programma di accelerazione gratuito messo a disposizione. L’obiettivo ora è di crescere, grazie ai coach e alle iniziative di formazione, per mettere a punto quello che ancora non funziona.

Spazio anche alla formazione, con una sezione a cura di Antonio Russolillo, Business Advisor, molto partecipata, intitolata “Love the Problem”.

Ecco il resoconto della giornata.

We Start 3: i numeri

Si parte con Antonio Ricciardi, vicepresidente dell’associazione Impact, tra le organizzatrici del Challenge. Dopo una breve presentazione su valori e vision di We Start, e sul percorso di accelerazione, Antonio ha snocciolato i numeri di questa terza edizione.

Alla Call for Ideas, che si è chiusa lo scorso 31 marzo, hanno partecipato più di 30 team, con una media di 29 anni tra i partecipanti. Rispetto all’edizione precedente, confermato il background prevalente tra gli iscritti, provenienti per la gran parte da facoltà di Economia e Ingegneria. Ma con un’importante novità: quest’anno è importante la presenza anche di chi ha studiato invece Architettura o nell’ambito delle Scienze Umane. Più di 12 sono stati infine gli atenei coinvolti, presenti in diverse regioni italiane.

Ylenia Gramegna, referente per il progetto del Rotaract Napoli Sud Ovest, ha poi condiviso con gli intervenuti un interessante focus sull’ecosistema delle startup italiane e in particolare di quelle campane.

Le startup innovative in Italia rappresentano ancora solo lo 0,51% delle società di capitali. Ma le prospettive fanno ben sperare. Il numero cresce, infatti, dell’86% medio, ogni anno, dal 2015. Lo scorso anno erano circa 7.300 le startup innovative italiane, di cui il 43% in utile.

Di cosa si occupano le nuove aziende? La stragrande maggioranza di servizi alle imprese: sono circa il 70% del totale. Il 20% invece ha un focus nel settore manifatturiero o energetico.

La Campania in questo contesto dimostra dinamicità, anche se è ancora indietro rispetto a realtà più consolidate come Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio.

Le 9 startup selezionate

Passiamo ora al momento clou della giornata di ieri. In due distinte sessioni di pitching sono state presentate sette delle nove idee selezionate per la terza edizione del Challenge. Scopriamole brevemente insieme, prima di conoscerle approfonditamente su questo blog, nelle prossime settimane.

OnScreen vuole affrontare il problema delle barriere architettoniche e in particolare di quelle presenti nei cinema. Raramente infatti le sale sono raggiungibili da chi ha disabilità motorie e non sono fruibili dalle persone sordomute. La soluzione? Un’app che consenta, ovunque, la riproduzione di contenuti multimediali in Realtà Virtuale.

Marchio Verificato vuole invece promuovere la filiera e il controllo del pomodoro del Piennolo, eccellenza campana, verificando la provenienza e assegnando un marchio di certificazione ai prodotti selezionati.

YouKoala mette a disposizione delle neomamme un armadio “condiviso” per i propri piccoli: invece di comprare ogni 2/3 mesi un guardaroba nuovo, che sarà inutilizzabile da lì a poco, la startup offre la possibilità di prendere in prestito i vestiti. Tutti gli abiti sono inoltre in cotone organico.

Kard vuole invece diventare “il nuovo modo di scambiare e gestire i contatti business”. Invece di scambiarsi i contatti con dei bigliettini da visita cartacei, la startup ne offre la versione digitale, con la possibilità di aggiudicarsi servizi aggiuntivi, specifici per determinate aziende.

I-Taste vuole invece preservare la tradizione culinaria delle nostre nonne, consentendone la condivisione con gli stranieri. Sono 46 milioni i turisti che ogni anno dall’estero arrivano in Italia attratti anche dalla cucina Made in Italy. La startup vuole offrire loro un viaggio nell’autenticità e nella tradizione, con corsi di cucina in lingua, a casa delle nostre nonne.

Come per OnScreen, anche per Hand?App il focus è sull’accessibilità per le persone disabili. Il team ha creato un’app per mappare i luoghi che garantiscono esperienze e possibilità di accesso a tutti, al 100%.

Desportibus mira invece a diffondere la cultura dello sport in Italia. Il servizio consiste in una piattaforma di matching tra atleti e società sportive, in base a criteri di prossimità geografica e di qualità del servizio offerto dalle strutture.

 

Altre due startup sono state inoltre ammesse al Challenge, anche se non hanno potuto presentare la loro idea durante l’evento di ieri.

Nanotech Liposomes, che ha sviluppato un metodo innovativo e green per produrre liposomi. Si tratta di vescicole lipidiche in grado di trasportare principi attivi e additivi alimentari direttamente nelle cellule degli organismi viventi.

Zumeat è infine un’app per smartphone, legata a un visore in Realtà Virtuale, che offre percorsi di turismo enogastronomico ed esperienzale. In particolare, il progetto è nato per mettere in sinergia gli attori dell’Area del Parco Regionale dei Monti Picentini.

Love the Problem

Si entra subito nel vivo per i team selezionati: ieri si è infatti svolta anche la prima sessione di formazione loro dedicata. A cura di Antonio Russolillo, Business Advisor e vecchia conoscenza di We Start, che ci ha spiegato come “amare il problema”.

Il coach ha introdotto il metodo scientifico di verifica e validazione delle idee di impresa. L’invito è di uscire fuori, get out of the building, senza innamorarsi della propria idea, ma di confrontarsi continuamente con i feedback dei clienti potenziali, dei loro problemi concreti. Sulla base delle informazioni raccolte, la startup può quindi affinare la propria soluzione o cambiare completamente strada.

Antonio non si è limitato all’aspetto teorico, ma è entrato nello specifico delle startup presenti. In particolare le ha invitate a lavorare su ciò che non va, pungolando i team su specifiche criticità.

La chiusura del suo intervento è “affidata” alla saggezza di Galileo Galilei:

Ogni problema nasconde un’opportunità.

Destinazione 19 maggio: la finale

Ora tocca a loro. Tocca alle startup selezionate approfittare delle occasioni di incontro, networking, formazione e coaching messe loro a disposizione. Obiettivo: accelerare, cambiare passo. Per arrivare pronti alla finale del 19 maggio, quando saranno messe in palio opportunità importanti, di calibro nazionale e, da quest’anno, internazionali.

La Opening Ceremony si chiude quindi con un auspicio: che anche quest’anno possiamo tutti imparare qualcosa di nuovo, crescere, migliorarci. Per creare qualcosa di bello e che funzioni davvero.

La mia motivazione più grande? Sfidare me stesso. Vedo la vita come la lunga formazione universitaria che non ho mai avuto – tutti i giorni sto imparando qualcosa di nuovo.

– Richard Branson

Let’s start the change!

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