Turismo in VR: con Zumeat, sapori e paesaggi della Campania arrivano nel mondo

Maria Volpe - Project Leader di Zumeat

Il “Parco Regionale dei Monti Picentini” è lo scenario di un’avventura iniziata quattro anni fa, che ha portato alla creazione di Zumeat, una delle startup selezionate per il percorso di accelerazione del Terzo We Start Challenge.

Una storia di business che si sviluppa nel cuore dell’Appenino Campano: 60mila ettari di montagne, terreni verdi e rigogliosi, specchi d’acqua e fiumi che racchiude uno scrigno di eccellenze paesaggistiche ed enogastronomiche.

Abbiamo contattato Maria Volpe, project leader del team, per farci raccontare l’idea e la genesi della startup.

Una mappa delle eccellenze

Oggi Zumeat cammina sulle gambe di quattro persone. Maria Volpe, consigliere comunale di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, ma soprattutto progettista sociale e animatore dello sviluppo rurale. Maria Grazia Casolo, assaggiatrice e sommelier, esperta di olio, vino e cioccolato. Gerry Russo, con un passato nella gestione di bar, esperto di ristorazione, che riveste un ruolo commerciale nella startup. Luca Forte, designer ed esperto di comunicazione.

Il team di Zumeat

Formazioni diverse, esperienze di vita diverse, professionalità complementari che si associano per realizzare un progetto in comune:

«Abbiamo cominciato a lavorare insieme nel 2014, quando abbiamo fondato l’associazione Picentini Network, che si occupa di promozione del territorio, enogastronomia e turismo. L’idea era quella di attuare lo sviluppo territoriale dell’area dei Monti Picentini, in provincia di Salerno. Come? Il primo passo è stato di mappare tutte le realtà economiche dell’area».

Dall’albergo più blasonato fino all’ultimo B&B con una sola camera da letto. Dal coltivatore, proprietario di una piccola azienda agricola, all’azienda che li trasforma in eccellenze enogastronomiche. Picentini Network batte il territorio metro per metro, alla ricerca dell’eccellenza:

«Siamo riusciti a mappare 12 comuni nell’area del Parco: parliamo di settemila realtà imprenditoriali di varia natura, prevalentemente legate al settore rurale».

Un lavoro propedeutico, di analisi, che ha consentito il passo successivo: la creazione di una rete che mettesse in contatto quelle imprese e le facesse conoscere, prima ai vicini, e poi ai lontani, ai turisti di mezzo mondo.

«In particolare, l’obiettivo è di portare il potenziale turista qui. L’idea è di proporre un turismo di tipo esperienziale: ci interessa coinvolgere chi non vuole semplicemente essere lo spettatore di un’area, vuole viverla, entrarci dentro, comprendere e assaporare odori, sapori, profumi. Vuole diventare parte integrante di un’esperienza diretta e non asettica».

Come coinvolgere turisti dall’altra parte del globo che non hanno mai sentito nominare paesi come Castiglione dei Genovesi, con i suoi 1.500 abitanti? La risposta è nella tecnologia.

Come nasce Zumeat

In un primo momento, il team cerca partnership con enti pubblici per far ingranare il progetto, ma trova più ostacoli che opportunità:

«Dopo diversi tentativi di coinvolgere il pubblico, ci siamo resi conto che questo tipo di collaborazione ci ostacolava, invece di essere una leva per lo sviluppo territoriale. A settembre dello scorso anno, quindi, decidiamo di dare una svolta: ci stacchiamo completamente dalla logica degli enti e prendiamo una strada esclusivamente privatistica. Da quel momento, contiamo solo sulle nostre forze, sul nostro capitale umano, e sugli operatori economici del territorio».

È il momento della svolta e il team dell’associazione accelera: nascono nuove idee, più professionisti vengono coinvolti nel progetto e viene avviata una nuova mappatura delle realtà produttive anche nel Cilento, sul modello di quanto fatto sui Picentini. È proprio da questa scelta che nasce l’app di Zumeat.

«Mettere in rete le aziende e le strutture non basta: serve uno strumento semplice, ma innovativo, per farle conoscere. Da qui l’idea per Zumeat: un’app per smartphone che consente dei tour virtuali nelle aree da noi mappate e nelle aziende nostre partner».

L’esperienza offerta da Zumeat a potenziali turisti e consumatori è coinvolgente e multisensoriale. Anche perché sfrutta tecnologie innovative come la realtà virtuale:

«Funziona così: l’app, che è ormai in dirittura d’arrivo, è completamente gratuita. Chi la scarica, può fare richiesta per un Oculus, un visore per la realtà virtuale, anch’esso gratuito. A questo, si accompagna un campione di prodotti tipici del territorio che l’utente ha richiesto. In questo modo, l’esperienza diventa a 360 gradi: coinvolge la vista, l’udito e il gusto».

L’utente può inoltre interagire attraverso l’app con tutti coloro che sono collegati in quel momento e stanno visionando lo stesso tour. Zumeat è dotata di traduttore in tempo reale, per facilitare la comunicazione.

«Come abbiamo detto, l’app è completamente gratuita per l’utente, così come il visore e i primi assaggi dei prodotti. Le aziende interessate a promuoversi attraverso Zumeat versano una quota associativa per accedere al network e usufruire di tutti i servizi e le opportunità che mettiamo loro a disposizione».

We Start e un sogno nella testa

L’obiettivo del team è quello di estendere l’esperienza di Picentini Network anche ad altri parchi regionali e nazionali in provincia di Salerno. In parte, il lavoro è già cominciato nel Cilento e Vallo di Diano:

«Il sogno vero è di unificare dal punto di vista valoriale e comunicativo le aree dei tre parchi di questa provincia. Tutto questo al fine di dare possibilità di accesso sui mercati internazionali alle aziende del territorio, di far conoscere questi paesi, questi scorci e queste realtà bellissime anche all’estero».

Il team oggi vuole crescere e migliorarsi, affinare il proprio progetto. E qui entra in gioco anche We Start: la startup è stata selezionata per entrare nel percorso di accelerazione della terza edizione del Challenge. I primi risultati sono già evidenti:

«Anche se siamo partiti da poco, We Start ci ha già consentito di fare due cose. Innanzitutto, di validare l’idea: essere scelti tra le prime otto startup di una competizione è già un buon risultato. In secondo luogo, è un’occasione formativa unica. Un esempio? Domenica scorsa, 15 aprile, Raffaele Gaito ha tenuto una sessione sul growthhacking esclusiva per noi startup selezionate. Un appuntamento che ci ha già offerto una lezione importantissima. Ascoltandolo, ho individuato due criticità nel nostro progetto, aspetti che non avevo ancora tenuto in considerazione. Questo ci permetterà di fare un salto di qualità».

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