Con un’app, Desportibus vuole rendere lo sport davvero per tutti (ispirandosi a Zanardi)

Enzo Cusitore - CEO Desportibus

La passione per lo sport, per il basket in particolare, è il collante che ha messo insieme, da sempre, tutti i soci di Desportibus, startup nata per promuovere lo sport in maniera strutturale, attraverso un’app dedicata. Il CEO, Enzo Cusitore, ci racconta per esempio che da ragazzo, dal suo quartiere Poggioreale, a Napoli, andava in bici a Pozzuoli, su via Napoli per giocare: “Erano 20 chilometri in bicicletta”, racconta.

Si ispirano ad Alex Zanardi, probabilmente la persona che oggi più incarna i valori dello sport. Una massima dell’atleta è diventata un po’ la filosofia che muove il team di Desportibus:

Ci si può drogare di cose buone e una di queste è certamente lo sport.

Zanardi, spiega Cusitore, “è un grande esempio per noi: come lui vogliamo permettere a tutti di fare sport, in qualunque condizione”.

Da questa passione nasce Desportibus, startup selezionata per il percorso di accelerazione del terzo We Start Challenge: Enzo ci racconta che cos’è e com’è nata.

4 amici a canestro

Enzo Cusitore è stato giocatore di basket, fino a qualche anno fa. La passione per questo sport lo porta a diventare poi allenatore e fondatore di due società di minibasket. A condividere questo amore per la palla a spicchi, Fabio Schisano, anche lui ex giocatore, con trascorsi in serie B. Dirigente e allenatore, oggi.

Enzo e Fabio si conoscono da vent’anni, vivono letteralmente nel mondo del basket da sempre. A loro si affiancano Ugo Caliendo, ex giocatore e oggi allenatore, e Marco Tatino, con un passato sul parquet.

L’esperienza passata e presente nel mondo dello sport, li porta a chiedersi: cosa fare per le tante società sportive oggi sul territorio, che ci mettono impegno e buona volontà, ma non riescono a veder maturare i frutti che sperano?

«Nel centro e nel sud Italia, dal Lazio in giù, le strutture sportive, le palestre e i palazzetti chiudono – spiega Enzo – Le società sono in crisi e cominciano a morire un po’ ovunque. Un problema che il pubblico fa fatica a considerare, anche perché le imprese che offrono sport sul territorio vengono generalmente considerate come una specie di passatempo, un hobby. Ma in realtà sono a tutti gli effetti delle piccole e medie imprese: per molti titolari rappresentano la principale fonte di reddito. Eppure non vengono considerate un valore da tutelare, di cui prendersi cura».

Un’esperienza che Enzo e gli altri vivono molto da vicino:

«Quando ho avviato le mie due società mi sono scontrato con molti problemi, a cominciare da strutture e servizi, spesso carenti. Da qui è nata l’idea per Desportibus, che ho proposto ai miei tre soci. Nell’autunno dello scorso anno abbiamo quindi cominciato questo percorso insieme».

Desportibus: un marketplace tra domanda e offerta di sport

Enzo è oggi il CEO di Desportibus. Fabio Schisano lo affianca occupandosi di eventi e partnership con le società del territorio: una, eccellente, è quella con il Cuore Azzurro Basket Napoli, principale squadra della città partenopea, che oggi milita con qualche difficoltà, nel campionato di serie A2. Poi c’è Ugo Caliendo, commerciale, e Marco Tatino, sviluppatore informatico.

«L’idea è quella di un marketplace che metta insieme domanda e offerta sportiva: chi va sul nostro sito web, può inserire lo sport che vorrebbe fare, la località prescelta per praticarlo e otterrà una mappa con le società sportive geolocalizzate sul suo territorio».

È in fase di sviluppo un’app che consentirà di usufruire del servizio anche via mobile. Dal canto loro, le società sportive presenti sul territorio possono iscriversi al portale per segnalare la propria presenza e ottenere una serie di servizi da parte del team di Desportibus:

«Facciamo qualche esempio dei nostri servizi. Abbiamo stretto delle convenzioni con associazioni di medici e fisioterapisti. In questo modo, possiamo assicurare per esempio che le visite mediche propedeutiche all’inizio dell’attività sportiva siano offerte agli atleti a prezzi convenzionati. Offriamo poi una visita fisioterapica per tutti gli atleti, completamente gratuita, e le seguenti a prezzi sempre calmierati. Possiamo intervenire in caso di infortunio. Grazie alle nostre convenzioni, poi, il corso obbligatorio BLSD (primo soccorso e defibrillazione) può essere eseguito nelle società sportive nostre partner a prezzi convenzionati».

In questa prima fase di lancio, Desportibus è offerto in maniera gratuita alle società sportive. Lo sarà per sempre per gli utenti.

«Stiamo affinando il nostro business plan, ma l’idea è di restare in promo fino a settembre 2018, poi adotteremo un modello freemium. Le società sportive potranno iscriversi gratuitamente, ma pagando una quota mensile (molto bassa: la fee sarà mediamente di 10 euro) potranno accedere ai nostri servizi o ottenere maggiore visibilità».

Desportibus: lo sport come mission

Partita come una passione, l’esperienza di Desportibus non si riduce al semplice fattore economico, comunque essenziale.

«La nostra mission è rendere lo sport sostenibile, dal punto di vista economico, ma anche strutturale, logistico. E di renderlo accessibile, a 360 gradi, per tutti».

Tante le iniziative per stimolare la cultura sportiva in Italia:

«Sulla nostra piattaforma, presto, mapperemo tutte le strutture e i campetti fruibili gratuitamente. Sosteniamo attivamente iniziative per la diffusione dello sport gratuito: con l’associazione Charlatans, di cui faccio parte, abbiamo per esempio donato 13 canestri alle città di Napoli e Pozzuoli. Presto faremo qualcosa di simile anche per altri sport, pensiamo ad esempio allo skating o al parkour. Un’altra attività di cui andiamo orgogliosi è il nostro sostegno alla Tam Tam Basket: squadra composta interamente da figli di migranti, a Castel Volturno. Un team diventato un caso nazionale quando una legge nazionale ha impedito loro di iscriversi ai campionati di categoria, perché considerati stranieri, anche se nati qui. Oggi grazie a loro questa regola è finalmente cambiata».

Particolare attenzione, e non poteva essere diversamente per chi si ispira ad Alex Zanardi, è riservata all’abbattimento delle barriere architettoniche:

«I servizi di Desportibus saranno per sempre offerte gratuitamente alle società che offrono l’accesso ai disabili alle proprie strutture e attività. Proprio in questi giorni stiamo stringendo un accordo con il CIP, il nuovo comitato italiano paraolimpico, proprio per offrire nuove possibilità a chiunque voglia fare sport».

Lavorare sull’oggi per costruire il domani: l’incontro con We Start

Sognano in grande i fondatori di Desportibus. Sono partiti da Napoli e dalla Campania con in testa l’obiettivo di crescere e offrire un’occasione in più a tutti gli sportivi italiani. Anche se c’è chi storce il naso:

«In tanti ci dicono: dovevate partire dalla Lombardia o dall’Emilia Romagna. Lì sì che c’è cultura dello sport e strutture adeguate. Sì, gli rispondiamo, ma proprio per questo siamo partiti da qui: dai territori che soffrono di più, che hanno più bisogno di noi. Da qui, sperando di far bene, proveremo ad approdare in tutta Italia».

Per crescere, migliorare, mettere un tassello in più alla strada che porta a questo grande sogno, Desportibus ha scelto di partecipare anche a We Start Challenge ed è stata selezionata tra le 8 startup per il percorso di accelerazione. Enzo ci racconta l’esperienza finora:

«Sin da subito, dal primo appuntamento pubblico con il team di We Start, abbiamo conosciuto startup con cui intavolare possibili collaborazioni. Un esempio? Hand?App, applicazione che mappa tutti i luoghi e le attività che consentono accesso pieno alle persone con disabilità. Il secondo appuntamento, poi, è stato estremamente interessante: Raffaele Gaito ci ha offerto degli spunti di riflessione molto importanti per valutare a che punto siamo. Ci ha fatto capire cosa c’è di buono nel percorso che abbiamo fatto finora e cosa dobbiamo invece migliorare».

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