Con YouKoala le mamme non compreranno più vestiti per i propri neonati (salvando l’ambiente)

Vincenzo Rusciano e Livio Pedretti di YouKoala

Risparmiare (tempo e denaro), facendo bene all’ambiente. YouKoala è un armadio condiviso, in cui le neomamme possono affittare per brevi periodi di tempo i vestiti di cui hanno bisogno i loro bambini. Poi li restituiscono, ottenendo in cambio capi di una taglia più grande.

Un sistema che consente di tagliare i costi sul vestiario per le famiglie, considerata anche l’estrema velocità con cui i neonati cambiano taglia, e risparmiando al contempo sul costo ambientale della produzione.

L’idea è di Vincenzo Rusciano, un lungo passato all’estero, dove ha studiato e lavorato, già startupper con Heavenote, e una storia interessante che lo ha visto protagonista con la sua caffettiera. L’abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia e quella di YouKoala, startup selezionata tra le otto finaliste del terzo We Start Challenge.

Overshoot Day: il pianeta Terra ci fa credito

2 agosto 2017: una data che a molti non dirà molto, ma che riveste un’importanza essenziale. È il cosiddetto Overshoot Day, giorno in cui l’umanità ha esaurito tutte le risorse naturali che la terra è in grado di rigenerare da sola. Negli ultimi cinque mesi del 2017, abbiamo vissuto quindi “a credito”, dal punto di vista ambientale. Nel 2016, ci eravamo arrivati l’8 agosto, l’anno prima ancora il 13. Nel 2000, l’Overshoot arrivava a fine settembre.

Vincenzo Rusciano parte da qui. Attivista ambientale, impegnato con una ong per la protezione dell’ambiente, Vincenzo scopre che per produrre una t-shirt occorrono circa 2.700 litri d’acqua. Se gli adulti possono, con le proprie scelte, ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile, non si può dire lo stesso per i più piccoli:

«Un neonato cambia misura, nel solo primo anno di vita, tra le 5 e le 6 volte», spiega Vincenzo. Decide quindi di spremersi le meningi, per trovare una soluzione per ridurre l’impatto ambientale di questo sistema, permettendo allo stesso tempo alle mamme di risparmiare tempo e denaro. Lo fa con una startup, YouKoala.

Oltre a essere un attivista ambientale, Vincenzo è infatti anche un grande appassionato di business e innovazione da sempre. Per 13 anni ha vissuto all’estero, ha visto 64 Paesi diversi, ha studiato in tre e lavorato in sette. Ha un MBA presso la UPF Barcelona School of Management e ha lavorato per multinazionali come Dell o Citibank. Ha avuto un certo successo qualche anno fa portando in giro per il mondo la sua macchinetta del caffè. Un’esperienza che ha raccontato al TedxCaserta:

La sua prima startup, fondata quando lavora a Londra, si chiama Heavenote, sito web che consente di inviare messaggi ai propri cari, dopo la morte.

Il ritorno a Napoli e l’idea di YouKoala

Dopo tanti anni all’estero, il ritorno alle origini:

«Sono tornato a Napoli da un paio d’anni, con un entusiasmo incontenibile: ero gasatissimo, volevo spaccare il mondo. Soprattutto, volevo portare tutto quello che avevo imparato all’estero, per applicarlo nella mia città. Volevo che la mia esperienza avesse un impatto positivo sul territorio».

Si dedica principalmente alla consulenza, nell’ambito del marketing digitale, ma non solo:

«Aiuto chi ha un progetto d’impresa a definirlo secondo la metodologia Lean Startup. Il mio compito è di trasformarli da idee in progetti concreti».

L’idea di creare una propria startup, però, non lo abbandona mai. L’occasione arriva con la nascita di una bambina:

«Mia nipote ha oggi un anno e mezzo: nel suo primo anno l’ho vista crescere giorno dopo giorno, mese dopo mese. Mia sorella, la mamma, doveva continuamente cambiarle il guardaroba. Spesso, poi, i vestiti che le regalavano per la piccola non poteva utilizzarli: passate poche settimane erano già troppo grandi per indossarli!».

Da un lato, quindi, Vincenzo vede le difficoltà della sorella; d’altro canto si rende conto dell’enorme spreco ambientale che c’è dietro questo sistema. Da qui nasce l’intuizione per creare un armadio condiviso:

«Ho pensato: non esiste una soluzione sia per ridurre gli sprechi che per dare una mano alle mamme che hanno il problema di cambiare continuamente il guardaroba dei propri neonati? Ho ragionato su una possibile soluzione e sono arrivato a YouKoala. Sul nostro sito, invece di acquistare i vestiti, hai accesso a un armadio virtuale, pagando una fee mensile. Hai a disposizione una serie di kit di vestiti, suddivisi in base ai mesi e al numero di capi presenti all’interno. Quando poi il bambino cambia taglia, restituisci i vestiti e ottieni quelli della taglia successiva. Molto semplice. I capi restituiti vengono ovviamente sottoposti a un processo di sterilizzazione, prima di passare a una “nuova” mamma».

Dal momento che la startup nasce anche con un forte orientamento alla sostenibilità ambientale, i vestiti scelti per YouKoala devono chiaramente rispettare criteri molto rigorosi:

«Scegliamo solo fornitori che producono secondo determinati criteri. Innanzitutto, i capi devono essere esclusivamente in cotone organico. Anche i colori per tingere e decorare i vestitini devono essere totalmente naturali. Per quanto ci è possibile, poi, controlliamo tutta la filiera produttiva: non vogliamo abiti che provengono da aree dove si sfrutta il lavoro minorile».

La startup di Vincenzo ha l’obiettivo di aiutare i genitori a fare tre cose. Primo. A risparmiare sull’acquisto dei vestiti per i propri figli, con un taglio dei costi tra il 40 e il 60%. Secondo, a stare più tempo con i propri bambini: YouKoala si occupa del ricambio del guardaroba per conto loro. Terzo: a dare un futuro migliore ai propri figli, mettendo in atto un’azione concreta per la salvaguardia ambientale.

L’armadio condiviso finisce su Eppela: ecco il crowdfunding YouKoala

Dopo aver avuto l’idea, Vincenzo mette insieme un team che lo supporti. Il primo è il suo “socio” storico:

«Livio Pedretti, il nostro sviluppatore, mi ha già affiancato in Heavenote: è un ragazzo di Brescia, anche se sua mamma è napoletana come me. Abita lì ma abbiamo sempre collaborato a distanza, mentre io mi spostavo prima a Londra, poi a Barcellona e oggi a Napoli. C’è poi Vincenzo Fierro, pediatra, che ci aiuta tantissimo grazie alla sua conoscenza profonda dei bambini, delle loro fasi di crescita, dei materiali per loro più adatti, delle allergie a cui possono andare incontro».

Il dottore è anche in una posizione privilegiata per entrare in contatto con il target primario di YouKoala: le mamme.

«Senza fare pubblicità alla startup, ha tastato il terreno con i genitori dei suoi piccoli pazienti, ottenendo diversi feedback sull’idea. In pratica ha realizzato una sorta di ricerca di mercato non ufficiale».

Ultima, non per importanza, Claudia Rusciano:

«Psicologa, ci sta aiutando sia a definire il messaggio di marketing sia a individuare nuove risorse umane da coinvolgere nel progetto».

Il team ha costruito una landing page e sta lavorando per rendere il servizio operativo a tutti gli effetti entro la fine di giugno. Per riuscirci, YouKoala ha lanciato anche una campagna di crowdfunding su Eppela:

«Tutte le persone con cui ho parlato della mia idea ne sono state entusiaste: non mi era mai capitato in passato. Ho pensato, quindi: “Perché non giocare d’anticipo?”. Ho lanciato il progetto su Eppela, per fare una prima validazione ufficiale, prima ancora di sbarcare sul mercato. Siamo partiti da una settimana e a più di 30 giorni dalla conclusione della campagna, abbiamo già superato il 10% sull’obiettivo finale. Siamo fiduciosi».

I fondi raccolti serviranno per acquistare il primo stock di vestiti e una lavatrice speciale per la loro sterilizzazione, costruire l’armadio in cui depositare i vestiti e mettere a punto il packaging.

L’incontro con We Start e il futuro di YouKoala

L’idea piace anche a diverse aziende che hanno un target molto simile a quello di YouKoala:

«Ho avuto modo di parlarne con chi vende per esempio pannolini lavabili o cibo biologico per bambini. Presto potremo creare delle partnership importanti, per allargare il numero di servizi che offriamo ed essere sempre più utili alle mamme nel primo anno di vita dei loro bambini».

Un’altra idea per il futuro è di “creare una nostra linea di vestiti per bambini a marchio YouKoala, coinvolgendo persone esperte di moda”.

Insomma, le ambizioni sono tante. Per crescere, è importante sapersi mettere in gioco. Vincenzo e il suo team lo hanno fatto iscrivendosi alla terza edizione di We Start Challenge: la startup è stata selezionata tra le otto partecipanti al percorso di accelerazione.

«Avevo letto dell’iniziativa di We Start su Facebook, ma ne ho sentito parlare soprattutto all’ultimo Napoli Startup Weekend, a marzo. Ci ho provato e ora eccomi qua! È un’ottima iniziativa, che mi ha aiutato soprattutto in una cosa essenziale per il business: conoscere persone, il famoso networking. Per entrare in contatto con certe realtà e professionalità è indispensabile, soprattutto qui a Napoli».

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