“We Start” Challenge nasce nel 2015 dall’idea di fornire a giovani under 30 il know-how e gli strumenti per la creazione e sviluppo di Progetti e Start-up con una forte connotazione di impatto sociale.
Di seguito le fasi dell’edizione 2015/2016, aggiudicata il 28/05/2016 dal Team Dalilab

ll Percorso

Fase 1: Networking & Education

We Start Challenge parte da qui la prima edizione !
Il primo appuntamento dell’iniziativa si è svolto nelle giornate di Venerdì 20 e Sabato 21 Novembre 2015.
Personalità, Docenti, Imprenditori e ospiti di rilievo si sono alternati per fornire utili spunti di riflessione su Università, lavoro, imprenditoria giovanile ed imprenditoria ad impatto sociale.
I Partecipanti, il cuore di We Start Challenge, sono stati al centro delle due giornate.
Formazione, tutoring, team working e divertimento gli ingredienti della prima tappa della competizione.

Fase 2: Business Planning, Social Impact Assessment and Crowdfunding Course.

Social Innovation e Imprenditoria giovanile.
Come creare ecosistema e sviluppare best practice di social innovation sul territorio.
Questa la sfida di WeStart che prosegue con una seconda fase di eventi tematici, formazione in aula e tutor dedicati per ognuna delle startup in competizione.

Fase 3: Crowdfunding Campaing and Award Cerimony

​L’appuntamento finale di We Start Challenge ha visto i 4 WeStart team finalisti presentare i loro pitch, frutto di circa 9 mesi di lavoro, ad una commissione di esperti. Hanno inoltre avuto luogo una serie di interventi da parte di personalità di spicco sulle tematiche centrali del progetto, Social Innovation e Imprenditoria Giovanile. L’evento si è concluso con la proclamazione del team vincitore della prima edizione di #WeStartChallenge : DALILAB

I Team

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members: 2

Realizzazione di materiali compositi basati principalmente su fibre di capello.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members: 4

L’idea nasce da studenti universitari che mirano ad agevolare la digitalizzazione e distribuzione delle analisi cliniche, progettando un sistema che dovrà essere capace di gestire i vari processi di Prenotazione, Accettazione e Ritiro online delle analisi. L’utente sarà capace di accedere allo storico delle sue analisi cliniche, prenotarle e visualizzarle direttamente da un device privato in qualunque momento.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members: 2

Music In Town (MiT) è un “social” per il mondo della musica che, per la prima volta, unisce in una unica comunità virtuale le tre componenti fondamentali che danno vita agli eventi musicali; ovvero i musicisti, gli organizzatori e il pubblico. MiT ha l’obiettivo principale di offrire ai musicisti maggiori opportunità per procurarsi nuovi ingaggi e suonare dal vivo. Questo diventa possibile attraverso la partecipazione simultanea alla comunità di MiT anche degli organizzatori (proprietari e gestori di locali, agenzie, ma anche singoli utenti della piattaforma che cerchino musicisti per feste private).

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members : 2

L’obiettivo dell progetto è quello di favorire l’ integrazione nella città ospitante di migranti oppure connettere persone che vogliono intraprendere un percorso di vita e/o professionale in un altro paese.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members : 4

Sistema modulare di allestimento urbano costituito da materiale leggero quale alluminio zincato, resistente agli agenti atmosferici, composto da una piattaforma (PEDANA) con elementi verticali di diversa altezza (TELAI), in grado di emanare luce, a cui possono inserirsi diversi accessori.
Ogni elemento è smontabile, modificabile, riutilizzabile ed impilabile, sia da un punto di vista logistico che di spazio, al fine di creare diverse relazioni e innumerevoli soluzioni per ogni esigenza, garantendo la massima libertà alla fantasia.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members: 5

L’idea consiste nella creazione di uno store: il cliente porterà i suoi rifiuti domestici, già accuratamente differenziati per ricevere in cambio buoni spesa da poter consumare presso i partners.

Università :

  • Seconda Università degli Studi di Napoli – SUN

Team Members: 3

Moda, arte, cucina e artigianato. Sono questi gli elementi che appaiono agli occhi di chi dice Italia.
Così abbiamo reso gli alimenti indossabili, trasformandoli in texture raffinate.
Giocando con forme e colori, nascono così stoffe e foulard con trame piacevoli ed accattivanti, che stimolano la sensorialità. Gli elementi che caratterizzeranno le stoffe saranno unicamente prodotti della terra, IGP.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members : 4

Progetto per il recupero di un edificio comunale in parte in disuso situato in Napoli, nel quartiere Marianella.

Il nostro obiettivo è quello di recuperare un’area in gran parte abbandonata per realizzare un luogo di ritrovo dove persone di tutte le fasce d’età possano svolgere attività ricreative, sportive e culturali.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members : 3

L’obiettivo del nostro progetto è dotare le aree abbandonate, dove pullulano sporcizia ed erbaccia di stazioni per fare sport a corpo libero, e poi collegandole creare dei veri e propri percorsi che si snodano all’interno della città.

Università :

  • Università Parthenope
  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members: 2

Share box è un applicazione che permette di condividere o di affittare il proprio posto auto, garage o cantina, nelle ore in cui questo è libero ovvero l’utente non ne usufruisce. Si definisce come prima app per il “temporary switch sharing”.

Con questa piattaforma il proprio box auto, il proprio terreno , la propria cantina ,il proprio posto auto non vengono più visti come sola voce di spesa ma anche come voce di ricavo.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members : 2

Il progetto wikiVALLOpedia intende rappresentare il luogo della ricomposizione della memoria della Comunità del Vallo di Lauro. L’obiettivo è di creare una banca dati digitalizzata della collettività valligiana attraverso la narrazione delle persone, dei luoghi e degli eventi presenti e passati. In altre parole, wikiVALLOpedia intende recuperare la memoria del passato della nostra terra, dei luoghi e degli uomini più o meno illustri che sono vissuti nel Vallo di Lauro prima di noi, consci che è la memoria delle persone e dei luoghi a creare il nesso passato-presente-futuro ed a trasmettere i valori che fondano l’identità e il senso di appartenenza.

Università :

  • Università degli Studi di Napoli – “Federico II”

Team Members: 2

Creare un mercato aperto a tutti. Realizzare all’ interno di ogni paese,comune o rione un’ area mercato nella quale le persone interagiscono tra di loro offrendo i propri servizi che siano essi materiali o immateriali. Una struttura nella quale ci siano vari settori : un settore alimentare in cui vendere i propri prodotti, uno in cui ofrire servizi di ogni genere,tra cui doposcuola baby-sitting o altro ancora.

Testimoninaze

Dalilab

Com’è stata questa prima esperienza sul territorio napoletano?
«We Start Challenge per noi è stata molto di più di una semplice competizione. Infatti siamo immersi tra individui o gruppi di persone che cercano di trasformare un’idea innovativa in impresa. È  uno spazio in cui creativi o semplici appassionati di innovazione, si riuniscono ed entrano in contatto con una rete globale di professionisti, leader e imprenditori col compito di ispirare, educare, responsabilizzare i singoli team per creare valore.È pressoché difficile capire appieno l’unicità di questo evento se non lo si vive in prima persona. Ci si trova in un contesto stimolante e ricco di diversità, con esperti disposti ad incentivarti a coltivare la tua idea di business e fornirti gli strumenti utili per trasformarla in un’impresa o, se necessario, si viene direzionati su argomenti e opportunità che si ignoravano del tutto fino a quel momento.»

Mesi di duro lavoro. Cosa avete appreso da quest’esperienza?
«In We Start abbiamo appreso una filosofia, quella imprenditoriale, senza la quale risulta impossibile poter avviare una propria attività di business. Una filosofia di vita basata sul perseguimento dei propri obiettivi attraverso il lavoro costante e l’impegno giornaliero, il non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, perché trasformare la propria idea in un impresa è complicato, ma è la sfida più stimolante che ci possa essere. »

Secondo il vostro percorso, perché consigliereste a giovani ragazzi di seguire WeStart?
«Perseguire i propri sogni comporta fatica e coraggio, per arrivare in fondo alla strada bisogna sporcarsi le mani e pure tanto. Consigliamo la partecipazione a We Start perché grazie a questa esperienza abbiamo avuto la consapevolezza che la nostra idea ha le potenzialità per poter nascere e diventare impresa. Noi siamo pronti a sporcarci le mani, a inseguire il nostro sogno, con ancor più tenacia e entusiasmo del primo giorno.​»

Wrble – (Trippers in touch)

Com’è stata questa prima esperienza sul territorio napoletano?
«Per noi l’esperienza con Westart è stata utilissima. Non solo ci ha permesso, in una prima fase, di entrare in contatto con strumenti economici che conoscevamo solo teoricamente grazie al nostro percorsi di studi in economia ma ci ha anche dato la possibilità di muovere i primi passi per la realizzazione di quella che, inizialmente, era solo un’idea. Il contatto con gli organizzatori, i tutor, i ragazzi degli altri 12 team, i rappresentanti di ItaliaCamp e Rotaract Napoli, ha creato sicuramente un clima stimolante  dal quale la nostra idea è uscita sicuramente differente ma più sostenibile in termini economici e utile in termini sociali.»

Mesi di duro lavoro. Cosa avete appreso da quest’esperienza?
«Grazie a questa esperienza abbiamo in parte modificato il nostro modo di relazionarci con gli altri. Inizialmente, infatti, eravamo un po’ gelosi della nostra idea e temevamo che gli altri la criticassero pesantemente. Invece, il confronto con tutti i partecipanti, ci ha permesso di modificarla in modo tale che risultasse più appetibile. Inoltre abbiamo imparato che dietro ogni start-up, dietro ogni attività, esiste un lavoro ,dietro le quinte, che non tutti vedono ma che è davvero immenso. »

Secondo il vostro percorso, perché consigliereste a giovani ragazzi di seguire WeStart?
«Consiglierei quest’esperienza perché rappresenta un ottimo modo per muovere i primi passi nella realizzazione della propria start-up e permette una crescita professionale e personale che sarà sempre utile nel futuro. Inoltre gli organizzatori sono riusciti a motivarci e a spronarci al punto giusto ma  con grande flessibilità e quindi senza soffocarci con le richieste in momenti del percorso che coincidevano con le sessioni di esami all’università.»

Music in Town

Com’è stata questa prima esperienza sul territorio napoletano?
«L’opportunità che We Start Challenge ci ha offerto è stata altamente formativa. Sin dai primissimi incontri moltemplici advisor di grande levatura ci hanno seguiti nella definizione dell’idea di business e nella validazione delle assumption iniziali. Fondamentale il percorso di stesura del business plan, adeguatamente diviso in moduli, sì da consentire il necessario confronto tra i membri dei team per la produzione dei contenuti e facilitare il rispetto delle deadline. Gli organizzatori sono stati sempre presenti e propositivi, fornendoci contatti utilissimi e professionisti che ci hanno supportato e guidato. A coronamento del percorso, infine, la possibilità di avviare una campagna di crowdfunding, durante la quale We Start ci ha sapientemente orientati, dalla definizione del target all’individuazione dei rewards più opportuni.»

Mesi di duro lavoro. Cosa avete appreso da quest’esperienza?
«We Start ci ha confermato che le prime idee sul business raramente sono definitive; l’esternazione delle considerazioni e convinzioni sulla propria idea di business, nonché il confronto con figure competenti che ne discende, mette in luce criticità sulle quali non ci si era soffermati o opportunità che non erano state considerate. Il concetto che è emerso durante questo percorso, a nostro avviso, è che la vera risorsa cui attingere per portare avanti un’idea di impresa è il network! Il collegamento con diversi attori che a vario titolo
possono migliorare, accelerare, indirizzare la tua idea è la vera leva da azionare per crescere.»

Secondo il vostro percorso, perché consigliereste a giovani ragazzi di seguire WeStart?
«Consiglierei questo percorso perché offre strumenti fondamentali per giovani aspiranti imprenditori: consigli, network, conoscenze, spunti per fare ‘autocritica’ ma anche divertimento ed amicizie preziose.​»

DrCheck – (My Analysis)

Com’è stata questa prima esperienza sul territorio napoletano?
«E’ stata un’ottima opportunità per noi, singolarmente e poi come team, per metterci alla prova, per capire fin dove possiamo spingerci. Abbiamo capito che c’è molto lavoro da fare prima, durante e dopo, per mettere in piedi una start up e di certo non è per tutti.»

Mesi di duro lavoro. Cosa avete appreso da quest’esperienza?
«Il team di WeStart ci è stato molto vicino per chiarirci le idee, far evolvere la nostra idea e avere sul serio una possibilità di crescita nel mondo esterno. Abbiamo avuto, inoltre, la possibilità di pitch sessions con personalità di spicco e di sicuro con moltissimi
professionisti che ne sanno più di noi. Questa è un’opportunità da tenere comunque presente. Abbiamo avuto una grande mano a scrivere un Business Plan, che tutto ci sembrava tranne che un esercizio così complesso.»

Secondo il vostro percorso, perché consigliereste a giovani ragazzi di seguire WeStart?
«Perché sbattere la testa su queste cose è l’unico modo vero per imparare. Bisogna mettersi in gioco per comprendere sul serio se l’idea e il team reggono.​»